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Un lunedì mattina come tanti?

14 Marzo 2011
 Come tutti da venerdì non faccio che tenere tv o radio accesa, sperando che dal Giappone arrivino notizie se non positive, almeno meno catastrofiche di quelle prima. Ma non arrivano mai.

 Ieri sera sono andata a letto pensando che mi sarebbero proprio serviti dei bei sogni, positivi, felici, allegri.
 Ho sognato di incidenti, sparatorie, pericoli di ogni genere. (E io raramente faccio incubi)
 Stamattina ho acceso la tv e ho appreso di una nuova scossa sismica, un nuovo scoppio alle centrale nucleare di Fukushima, migliaia di corpi morti riportati dalle onde…

 Quello che sta succendendo in Giappone è seriamente devastante.
 Purtroppo non si può fare molto, a parte donare il nostro aiuto e pregare, ma nemmeno questo è molto, se paragonato alla forza distruttrice della natura e al pericolo atomico, cose contro cui l’uomo, nella sua piccolezza, non può fare nulla.

 Una delle mete che l’amburghese ed io avevamo valutato per la luna di miele era il Giappone. Io sogno di andarci letteralmente da una vita. Alla fine abbiamo scelto altro, non molto lontano da lì per la verità…
 Ci siamo detti che in Giappone ci andremo “poi”. Presto di sicuro, è nei nostri piani.
 Poi la tragedia.
 Ora mi chiedo, come sará il Giappone “poi”?
 Quello che sta stuccedendo fa davvero tanta paura e spezza il cuore. Quante persone sono morte. Quante hanno perso i propri cari.

 Quando lavoravo alla Montblanc (quella delle penne, è una ditta di Amburgo) lavoravo anche insieme all’ufficio di Tokyo. I gentili colleghi iniziavano tutte le email indirizzate a me con “Dear Chiara-san”…
 Chissà come stanno, che gli sta succedendo.

 Per oggi avevo in programma un post carino, ma proprio non me la sento di pubblicarlo. So che mi capite.

 Ci sentiamo domani e speriamo ci siano notizie meno catastrofiche.

 Le mie preghiere e i miei pensieri sono con tutte le persone toccate da questa tragedia.

比叡山・Hiezan / 延暦寺・Enryaku-ji
Immagine di EYLC via Flickr.

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Lifestyle

Piperpenny
Italiana trapiantata nella città libera e anseatica di Amburgo, lavoro nelle relazioni pubbliche nel campo della moda. Viaggio per vocazione, scrivo per divertimento. La mia occupazione principale in realtà è correre dietro a due minions anche conosciuti come i miei figli.

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8 Comments


Tiger Lily
14 March 2011 at 9:49 am
Reply

Leggendo questo post sono scoppiata in lacrime, come ogni volta che ci penso, o mandano qualche servizio in TV, le immagini, o letteralmente il pensiero mi travolge nel cuore della notte.
Sono un popolo fantastico e si riprenderanno in fretta, pensiamo questo.



Titti
14 March 2011 at 10:16 am
Reply

Ciao tesoro, ciao Lily.
Ho tanti amici giapponesi, come ogni cantante che si rispetti.
Li ho sentiti e stanno bene, qualcuno preoccupato per le loro famiglie che abitano a meno di 200 km dalla centrale.
È una sofferenza interminabile, che non da spazio a molte altre parole.
Dobbiamo solo, credo, imparare molto da questo popolo che non subisce, ma affronta.
Io sono stata qualche anno fa a Tokyo e ho tanto desiderio di tornare.
Ma credo che lo farò e nemmeno chissà tra quanti anni.
Bisogna aiutarli non solo adesso, ma soprattutto dopo.
Ritrovare una parvenza di normalità , un turismo che nonostante TUTTO, deve ricominciare.
È solo con il Re-inizio che si dona speranza.
Vi abbraccio forte.
T.



Anonimo
14 March 2011 at 10:43 am
Reply

Stamattina e' rientrato un nostro collega da Tokio. Tranne un grandissimo spavento tutto o.k.
grazie a Dio, eravamo tutti molto in pensiero per
lui. A me le centrali nucleari hanno sempre spa-
ventato moltissimo e continuero' fino all'ultimo dei mie giorni a dimostrare contro l'energia nucleare.
Maria



Marti!
14 March 2011 at 2:03 pm
Reply

Che post chiara!
Anche io ho una passione per il Giappone, recente ma intensa e anche io mi sono detta "ci andrò". Che colpo al cuore aver sentito quelle notizie, che strana sensazione pensare a come è, come sarà, quando e come si riprenderanno.
Si spera nelle notizie positive, non c'è nient'altro da fare purtroppo.



Lela - seaseight
14 March 2011 at 7:38 pm
Reply

Ci penso continuamente anch'io… mi ha colpito davvero molto quello che è successo. Ed ha ragione Titti: questo popolo non subisce, ma affronta!
Vedere le immagini di tutte queste persone distrutte fisicamente, moralmente e psicologicamente così tranquilli, in fila aspettando il loro "aiuto" è davvero scioccante. Vederli rimboccarsi le maniche senza una lacrima nel viso è allucinante.

Le preghiere possono aiutare più di quanto (purtroppo) pensiamo. Almeno io, da credente, la penso così.

Baci



Anonimo
15 March 2011 at 8:26 am
Reply

Stanotte ho dormito malissimo. Mi sono svegliata
all'01:30 tutta agitata. Il pensiero era costan-
temente rivolto al Giappone, al pericolo nucleare, a quei visi sofferenti e dolcissimi, e
quasi senza accorgermene mi sono messa a pregare.
Poi mi sono ricordata del libro che lessi tanto
tempo fa'. "Il gran sole di Hiroshima" di Karl Bruckner.
L'autore descrive la storia di Sadako, una bambina giapponese sopravvissuta all'esplosione nucleare di Hiroshima.
E' bellissimo, lo consiglio a tutte le amiche del tuo Blog Chiara.
Un abbraccio Maria
(Oggi sono molto triste)



Live from here
15 March 2011 at 9:22 am
Reply

Sì ragazze, è davvero terribile, spezza il cuore. Continuiamo a sperare…

@Maria: leggerò il libro che consigli! Mi spiace che oggi sia una giornata triste, spero che prenda una piega migliore. Ti abbraccio.



VerdeMenta
17 March 2011 at 1:29 am
Reply

Hai ragione, è un pensiero costante. Appena mi sveglio mi viene automatico accendere la TV per vedere come è la situazione, se è successo ancora qualcosa che peggiora questa tragedia. Oltre alle conseguenze della catastrofe naturale poi c'è la preoccupazione nucleare… Penso a quei 50 tecnici che si stanno immolando per salvare il resto del mondo, penso alle immagini del terremoto in cui i commessi di un supermercato invece di precipitarsi fuori restano li a sostenere le bottiglie sugli scaffali, penso alle migliaia di morti per lo tsunami e alle persone che ora vagano tra le macerie in cerca dei loro cari, delle lora case, di punti di riferimento in mezzo a tanta distruzione. E penso alla grande dignità e al contegno di quel popolo. Anche io credo che la preghiera possa fare molto, e adesso ce n'è tanto bisogno.



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