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Aggiornamenti di metà settimana – di nomi, donuts, ikea e dermatologia

2 Aprile 2014

 Questa settimana si sta rivelando più tranquilla del previsto e non potete capire il sollievo. In realtà tutto aprile, tra vacanze e carico di lavoro più basso, dovrebbe essere un mese abbastanza tranquillo (speriamo non siano le classiche ultime parole famose).
In ogni caso, metà settimana è stata superata con successo, distraiamoci qualche minuto con le inutilità di questo mercoledì, in attesa del weekend…

– Mi basta entrare in uno Starbucks qualsiasi per rendermi conto che otto anni di paziente educazione di qualsiasi tedesco mi capiti a tiro non hanno dato alcun frutto.
Inizio seriamente a dubitare che capiranno mai il mio nome, da queste parti.

– Non so se avere un Monkey Donuts (che per fortuna esiste, anche se nel mio cuore non riesce a prendere il posto di Dunkin Donuts, ma va beh) vicino a casa sia più una fortuna o una sfortuna…

– E già che parliamo di junk food, per fortuna esistono anche i ristoranti da asporto, che ti permettono di sfamarti anche quando letteralmente non puoi staccarti dalla scrivania dell’ufficio. Ne ho fatto ricorso più volte nelle ultime settimane. Da questo mese devo ricominciare a mangiare roba un po’ più sana, perché il mio fegato sta minacciando di lasciarmi…

– Passando ad altro, l’altro giorno in aereo, leggendo il National Geographic Traveler, mi è capitata sotto gli occhi questa frase di Aziz Abu Sarah. L’ho trovata molto bella e molto vera. Fonte di ispirazione. La voglio condividere.

– Cosa fare in una giornata libera dal lavoro? Ma andare da Ikea naturalmente, per una volta evitando la ressa del fine settimana.
Oltre ad aver visto la cabina armadio dei miei sogni (che credo sia grande come tutta casa mia), piper-marito ha deciso di comprare una salsa a base di senape e basilico. Un po’ strana, ma mi è piaciuta molto. Si sposa bene con le uova.

– Concludo con un argomento totalmente diverso. Probabilmente ho già scritto qui sul blog (quelle rare volte in cui parlo di prodotti di bellezza) che la mia pelle, soprattutto quella del viso, è molto sensibile e, se non trattata con attenzione, tende a diventare problematica. Ho notato che i problemi più grossi li ho avuti con i prodotti bio, che mi scatenano reazioni a volte anche violente.
L’altro giorno sono andata da Vivienne Westwood per un controllo di routine ai nei (Vivienne Westwood è il soprannome che ho dato alla mia dermatologa, perché ha i capelli della stessa preoccupante tonalità di arancione della celebre stilista) (tra l’altro è una delle più conosicute di Amburgo, per meriti professionali però, non per colore di capelli) e, parlando, mi ha ribadito che Clinique è sempre una delle marche migliori.
Questo per tutti quelli che (quasi nessuno con una laurea in dermatologia, tra l’altro), quando dico che uso i prodotti Clinique da anni, arricciano il naso e sentenziano che quella marca non dovrei usarla perché “è piena di schifezze”. Sarà, ma io tendo a fidarmi di più di una dottoressa, piuttosto che delle mode del momento…
(Tra l’altro qui in Germania sono assolutamente fissati col bio e con i rimedi naturali, tutti, anche i dottori. E’ la regola andare dal dottore e vedersi prescrivere rimedi omeopatici, a volte addirittura la soluzione è “beva tanta acqua”. Per dire, qui gli antibiotici te li prescrivono in pratica solo se sei in fin di vita. Di conseguenza, se una dottoressa tedesca mi dice che Clinique è un’ottima marca, pur non essendo bio, io mi fido più che ciecamente.)

 E questo è tutto. Voi che fate?

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Lifestyle

Piperpenny
Italiana trapiantata nella città libera e anseatica di Amburgo, lavoro nelle relazioni pubbliche nel campo della moda. Viaggio per vocazione, scrivo per divertimento. La mia occupazione principale in realtà è correre dietro a due minions anche conosciuti come i miei figli.

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15 Comments


Anonimo
2 April 2014 at 12:22 pm
Reply

Ciao Chiara, bentornata nella routine allora 😉
anche io uso Clinique da tutta la vita e prima di me mia madre già l'apprezzava.
Devo dire che pur provando anche tanti altri prodotti, sia creme che cosmesi rimane una presenza fissa nel mio beauty.
Jolita



    Live from Here
    2 April 2014 at 1:53 pm
    Reply

    Ciao Jolita!
    Anche io uso questa marca da anni e sono sempre tra i prodotti con cui mi trovo meglio!

Anonimo
2 April 2014 at 1:08 pm
Reply

Mah, io non sono nè una talebana dell'ecobio, nè prendo come vangelo i dettami di un dermatologo solo perchè, in quanto medico, in teoria dovrebbe saperne più di me…mi è capitato già tante volte di spendere un sacco di soldi in farmacia per prodotti prescritti dai suddetti dermatologi, e poi usarli massimo 2-3 volte perchè mi causavano reazioni strane, irritazioni, bruciori, desquamazione…inconvenienti, peraltro, che mi succedono anche con alcuni prodotti ecobio. Morale: devo andare a tentativi, e via via escludere certi ingredienti che la mia pelle non tollera. La Clinique, per esempio, su di me è un disastro, con tutti quei siliconi tempo un giorno e spuntano brufoletti e chiazzette squamose…ma se tu ti ci trovi bene, why not? 🙂
Trovo abbastanza ridicole (o quantomeno disinformate), invece, quelle che pensano che più una crema sia costosa, più sarà efficace o 'miracolosa', e buttano 100-200 euro in prodotti vuotissimi a livello di principi attivi…e qui l'elenco di grandi marche che fanno questi specchietti per allodole sarebbe troppo lungo…basta cercare un po', e con una ventina di euro si trovano ottime creme che fanno il loro lavoro 🙂



    Live from Here
    2 April 2014 at 2:00 pm
    Reply

    Trovo che tu abbia assolutamente ragione! Vedo spesso l’atteggiamento che dici tu “crema costosa = sicuramente buona”, e trovo sia sciocco. Io ho avuto reazioni sia belle che brutte sia con prodotti costosi, che economici, che naturali che no. Il prezzo non c’entra davvero nulla.
    Allo stesso modo, però, m’imbatto sempre più spesso nell’atteggiamento “ingredienti naturali = fa sicuramente bene, quindi siliconi & co. = fa schifo e non si deve usare”. È a quest’ultimo atteggiamento che mi riferivo. Ho provato letteralmente sulla mia pelle che bio non vuol assolutamente dire che fa bene sempre e comunque. Per questo dico che preferisco fidarmi di chi è esperto, piuttosto che delle mode del momento che dicono che oggi va bene la crema al caviale, domani solo prodotti bio mentre Clinique è il male e via dicendo.

    Per il resto, che ognuno debba trovare ciò che fa meglio per sé, è ovvio. Credo di aver scritto ormai centinaia di volte su questo blog (soprattutto quando recensisco prodotti) che siamo tutti diversi e se una cosa va bene per me, non è detto che vada bene anche per chi mi legge e viceversa.

    Certo è, però, che se una dermatologa mi dice che una certa marca (che poi io mi ci posso trovare bene o meno) è di ottima qualità, la cosa ha un certo peso; peso sicuramente maggiore che se una conoscente (che nella vita fa tutt’altro) mi dice che “fa schifo” e non dovrei usarla. È questo che intendo. Certo che ognuno ha esigenze e preferenze diverse, ma anni di università di medicina non sono aria fritta, quindi è sempre meglio fidarsi di un parere medico, piuttosto che delle mode. Detto questo, quello che va meglio per noi lo possiamo solo scoprire – in questo caso letteralmente – sulla nostra pelle.

    Anonimo
    2 April 2014 at 5:18 pm
    Reply

    Siamo d'accordo…grazie alle paladine dell'ecologico-o-morte di un famosissimo forum, con una crema di Verdesativa di cui dicevano meraviglie mi son ritrovata il viso in fiamme, bruciava anche solo lavandolo con acqua tiepida…e anche l'aloe, che ormai sembra la panacea di tutti i mali, non lo tollero -.-
    Sui dermatologi, sarà perchè non ho avuto belle esperienze e ho incontrato solo 50-60enni poco aggiornati, forse sono un pochino malfidata, ma penso che a volte prescrivano sempre le solite marche anche per un tornaconto personale 😉
    L'ultima da cui sono andata non sapeva indicarmi un'alternativa alle solite Bionike, Avene, La Roche, Lierac, e non credeva che potessi trovarmici male: ok, non scatenano allergie, ma al contempo sono 'vuote' e soprattutto, a me, fanno venire brufoli e chiazze. Quindi ho dovuto arrangiarmi da sola, e ho scoperto sieri e creme -non prettamente ecobio- di activeformulas (o skinactives nella versione americana del sito, ma per chi ordina dall'Europa consigliano il primo, per evitare noie alla dogana). Finora, pare sia la quadratura del cerchio: nessuna reazione allergica, buona idratazione, niente brufolazzi da siliconi e petrolati, prezzi onesti e principi attivi venduti anche singolarmente, per poterli mixare a piacimento. Certo, miracoli non ne fanno, per quelli, o Lourdes o dal chirurgo estetico, però sono prodotti che consiglierei 🙂

Carolina G.
2 April 2014 at 2:56 pm
Reply

Anche la mia pelle è un disastro, oltre ad essere chiarissima è veramente super delicata e soggetta ad allergie, quindi utilizzo solo skin care acquistato in farmacia: Avene, Roche Posay, Bionike…
Non sono prodotti naturali ma senza sarei persa!



    Live from Here
    2 April 2014 at 3:14 pm
    Reply

    Anche io uso diverse cose di Avene e Bionike! Come Clinique, sono marche non naturali, ma fatte apposta per pelli sensibili e soggette ad allergie. Per fortuna che esistono!
    Un'altra marca per questo tipo di pelli che però costa molto meno di quelle citate fino ad ora (e mio mi trovo molto bene) è Simple Skincare. Purtroppo si trova solo in UK e USA, ma se ti capita di viaggiare io ti consiglio di provarla. Ogni volta che trovo quei prodotti faccio la scorta!

    Carolina G.
    3 April 2014 at 2:35 pm
    Reply

    Dai, me la vado a cercare volentieri appena metto piede in UK! *___* (spero entro l'anno)

Anonimo
2 April 2014 at 5:17 pm
Reply

Stasera cena messicana: fajitas di pollo ed empanadas. Non le ho mai fatte spero sia una cena gustosa! Quindi pomeriggio passato in cucina che per me è molto rilassante.
Ciao Ersy



    Live from Here
    3 April 2014 at 7:38 am
    Reply

    Adoro la cucina messicana! Com'era?

    Anonimo
    3 April 2014 at 10:46 am
    Reply

    Le empanadas mi sono piaciute molto, anche le fajitas di pollo mi sono piaciute ma ho fatto l'errore di cuocere il loro ripieno (pollo, peperoni e cipolle) nella pentola ricavandone troppo sughetto, quindi ci siamo sbrodolati per mangiarle. La prossima volta userò la griglia. Per la cronaca, avendo la pasta brisee in casa le empanadas si preparano in un attimo.
    Ersy

Anonimo
3 April 2014 at 7:26 am
Reply

Sui prodotti ecobio potremmo scrivere per giorni senza venirne a capo,proprio perché ogni pelle è diversa e reagisce a modo suo; però anche nell'ecobio ci sono enormi differenze di formulazione, e può capitare che alcuni ingredienti non siano tollerati dalla nostra pelle o che una crema non sia ben formulata; ciò che può aiutare è acquisire la capacità di comprendere un inci,sia per capire se un prodotto vale davvero il prezzo che costa,sia per cercare di individuare quale ingrediente non riusciamo a tollerare ( un pò come si fà per gli alimenti 🙂 )
Poi ci sarebbe da considerare anche il lato etico della scelta ecobio,ma è un argomento ancora più personale della propria pelle,e io sono dell'idea che ognuno è libero di scegliere quello che reputa meglio per se stesso 😉
Vale



Anonimo
4 April 2014 at 10:01 am
Reply

Io ho negli ultimi tempi problemi con il mio cuoio capelluto.
A maggio ho appuntamento dal dermatologo.
Cmq la Clinique ha dei prodotti buonissimi che uso anch'io.
Chiara, un bacio…domenica parto per Roma per 1 settimana. Maria



Little
11 April 2014 at 8:02 am
Reply

Ciao Chiara, ma che carino il tuo blog! E' la prima volta che ti leggo e mi sono interessata al fatto che vivi li. Per quanto riguarda le cose bio, non so dirti, io sono una che usa le creme che capitano e provo tutti i campioncini che trovo. Ultimamente però ho usato una crea viso Bio della Yves Roche che era veramente buona e soprattutto economica. 🙂 Nicoletta



    Live from Here
    11 April 2014 at 11:18 am
    Reply

    Ciao Nicoletta, grazie mille e benvenuta sul mio blog!!

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