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Il magico potere del riutilizzo – prima parte

17 Febbraio 2020

L’ecologia è un tema che mi sta molto a cuore e per fortuna se ne parla sempre di più, anche se mai abbastanza. Infatti oggi vorrei parlarne di nuovo, perché continuare a motivarci l’un l’altro a migliorarci è molto importante. Io infatti nell’ultimo periodo mi sono accorta che, nonostante tutto quello che già facevo regolarmente per diminuire il mio impatto inquinante sul pianeta, c’erano però alcune piccole azioni quotidiane e automatiche, ma dalle grosse conseguenze, cui ancora non avevo messo mano. (Qui il mio post del 2018, aggiornato, in cui condividevo moltissime delle azioni che già facevo regolarmente)

Soprattutto, districarsi nel mondo della raccolta differenziata e capire cosa davvero va bene e va male è spesso molto difficile. Il mio consiglio principale è questo: informarsi molto molto bene presso il proprio comune sulle regole di spazzatura & co. e consultare i siti di settore per varie ed eventuali. Quando ci si rende conto che qualcosa non è riciclabile e non può essere smaltito in modo sensato, cercare soluzioni più ecologiche. E questo, va detto, prevede quasi sempre cose che, anziché essere buttate, si possono riutilizzare ad oltranza.

Ecco allora una lista di piccoli cambiamenti che possono fare grandi cose. Spero di ispirare qualcuno ad agire, ma mi auguro anche di ricevere ulteriori buone idee nei commenti, da cui anche io possa prendere ispirazione.

 

  • Cotton fiocc in silicone riutilizzabili. Questo è un passo che ho compiuto solo di recente. Non che io non fossi a conoscenza dei cotton fiocc riutilizzabili, esistono da un po’, è solo che trovavo l’idea un po’…come dire…repellente. Un conto è riutilizzare i dischetti con cui ti togli il mascara o ti metti il tonico… ma un prodotto per l’igiene? Beh, alla fine ci ho ragionato e mi sono decisa. E’ vero che questi cotton fiocc sono di plastica, ma basta possederne uno e ti dura virtualmente per sempre. Basta lavarli col sapone dopo l’utilizzo e sono come nuovi (io li disinfetto anche regolarmente). Tra l’altro hanno la loro bella scatolina, quindi si possono portare anche in viaggio. Ah e vanno benissimo anche per correggere il trucco (se come me mettere mascara e matita occhi equivale a sbavare due volte su tre) e addirittura per applicare ombretti e rossetti. Li ho presi di quattro colori diversi per tutta la famiglia. (Li trovate qui)

 

  • Dischetti di cotone per struccarsi o mettere il tonico. Ne ho parlato già alcune volte qui sul blog negli ultimi anni. Li uso da un bel po’ di tempo (per mettere il tonico) e mi trovo benissimo e la quantità in meno di spazzatura che si produce vale assolutamente la pena. E poi sono totalmente riciclabili. (Li trovate qui) Per struccarmi invece ho sostituito (salvo rarissimissime eccezioni) le salviette usa-e-getta con il mio amato panno struccante che strucca volendo solo con acqua (io a volte uso dei prodotti, al momento questi). Lo amo e me lo porto anche in viaggio. (Lo trovate qui)

 

  • Coppetta mestruale. Ecco un’altra cosa che mi ci è voluta una vita ad adottare. Lo ammetto, mi faceva impressione. Se siete donne – e se state leggendo questo blog probabilmente lo siete – l’utilizzo di assorbenti o tamponi una volta al mese per alcuni giorni è fisicamente inevitabile (e il fatto che in Italia siano considerati e tassati come bene di lusso anziché bene di prima necessità è assolutamente inspiegabile). Pensate quindi alla mole di spazzatura non biodegradabile che si produce quotidianamente. Si perché è vero che il sangue è una materia organica, ma la stragrande maggioranza degli assorbenti e dei tamponi ha parti plastiche o chimiche, quindi si devono buttare nel residuo/indifferenziato, ovvero inquinano. So che esistono gli assorbenti biodegradabili, che si possono buttare nell’umido, ma non riesco a trovarli da nessuna parte, quindi non so dire se siano effettivamente efficaci o se invece si biodegradino dopo un paio d’ore, facendoti andare in giro lasciando la scia. L’alternativa che ho trovato, quindi, dopo aver letto centinaia e centinaia di recensioni entusiaste, è la coppetta mestruale, che è di silicone sì, ma si può riutilizzare virtualmente all’infinito. Io cerco di usarla il più possibile, ma devo ammettere di non essere poi così entusiasta. Sono certa ci siano donne che la trovano super comoda e facilissima da usare senza difficoltà, io però non faccio parte della categoria. Il mio problema più grande è quando sono in giro. Se devo svuotarla, lavarla e re-inserirla in un bagno non mio – o peggio pubblico – ho dei serissimi problemi. La cosa effettivamente ottima è che la metti la sera e puoi dormire davvero tutta la notte senza temere fuoriuscite, al contrario di assorbenti e tamponi. In ogni caso, se sapete segnalarmi assorbenti biodegradabili da provare, ve ne sarò grata. (Qui la coppetta che uso io)

 

  • Straccetti di stoffa al posto della carta da cucina. Ecco un’altra cosa che facevo senza pensare e che – quando mi sono accorta – mi ha raggelata. Ero un’utilizzatrice seriale di carta da cucina (tipo Scottex per intenderci), non so quanta ne usassi e buttassi via al giorno. Come tovaglioli a tavola quando siamo solo noi (per gli ospiti usavo già quelli di stoffa), per asciugare e pulire il tavolo e le superfici della cucina, per tamponare gli sbrodolamenti dei piper-figli… Ora, i fazzoletti di carta, i tovaglioli di carta e gli scottex, se sono bianchi (o al massimo con piccole decorazioni) e bagnati/sporchi di materiale organico (acqua, succhi, cibo, o catarro), vanno buttati nell’umido. Se però sono bagnati/sporchi di detergenti o sostanze chimiche varie, non si possono mettere nell’umido né possono essere buttati nella toilette, ma vanno invece buttati nel secchio del residuo/indifferenziato, ovvero: inquinano. Idem per i tovaglioli di carta colorati, perché i coloranti sono generalmente chimici: vanno messi nel residuo, quindi inquinano. Quando mi sono resa conto della mole di spazzatura non riciclabile e non biodegradabile che stavo producendo, mi sono fermata e ho pensato a delle soluzioni. La cosa logica è, come sempre, il riutilizzo. Ora tengo in un cassetto degli straccetti di cotone o bambù e li uso per lavare, pulire, asciugare, ecc. Poi li metto a lavare e li riutilizzo. Per i fazzoletti di carta per il naso, che comunque si possono mettere nell’umido una volta usati, cerco comunque di comprare quelli in carta riciclata e che non abbiano le confezioni di plastica (ne avevo parlato qui). Altrimenti si possono sempre usare i fazzoletti di cotone, come facevano le nonne.

 

  • Alternative alla pellicola di plastica. Anche di questo ho già parlato in passato: la pellicola di plastica è bandita da casa piperpenny e sto anche piano piano cercando di sostituire i contenitori di plastica (tipo Tupper) con alternative più ecologiche (vetro, metallo, bambù, ecc…). Al limite si può sempre usare un pezzo di foglio di alluminio, che – a differenza della pellicola di plastica – può essere riciclato buttandolo nella raccolta del metallo (e qui dipende da comune a comune, per alcuni è col vetro, per noi qui con la plastica, per altri è a parte, ecc…). Ovviamente per buttare fogli e vaschette di alluminio non ci devono essere residui di cibo, però si possono mettere nel metallo anche se sono un pochino unti o sporchi. La cosa migliore, comunque, è ridurre al minimo gli scarti e la spazzatura e tentare sempre di scegliere cose riutilizzabili.

 

  • Borse di juta, cestini o retine di cotone per fare la spesa. Anche qui nessuna novità, ne abbiamo già parlato. Non compro i sacchetti di plastica al supermercato da non so quanti anni e in genere, in qualsiasi negozio io mi trovi, rifiuto la busta – soprattutto se di plastica. Ho sempre con me una o due borse riutilizzabili; per fare la spesa spesso utilizzo un cesto apposito (qui in Germania questa cosa di fare la spesa col cesto va tantissimo) e anche delle reti di cotone. (Le buste di tela o le reti di cotone si trovano ovunque, spesso anche regalate o per pochi euro al mercato, altrimenti potete guardare qui)

 

  • Visto che ho suggerito più volte in questo post di riutilizzare le cose – dopo averle lavate – invece di scegliere prodotti usa-e-getta, parliamo un secondo di detersivi. I detersivi, devo ammettere, sono ancora il mio grande problema. Se per quanto riguarda i detersivi per vestiti mi trovo molto bene con i prodotti della marca Ecover, per quanto riguarda invece i detersivi per la casa (bagno, cucina, vetri, pavimenti, ecc…) tutte le opzioni eco-bio provate fino ad ora non sono nemmeno lontanamente paragonabili a quelle chimiche in quanto a efficacia. Se avete suggerimenti vi prego di condividere!

 

Questa è solo la prima parte del mio pippone sul riutilizzo, tra qualche giorno voglio condividere uno schema che ho trovato su come vivere in modo più ecologico in ogni aspetto della vita. L’ho trovato molto utile e di grande ispirazione, quindi…

Stay tuned!

 

Immagine del titolo: Foto di annca da Pixabay

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Italiana trapiantata nella città libera e anseatica di Amburgo, lavoro nelle relazioni pubbliche nel campo della moda. Viaggio per vocazione, scrivo per divertimento. La mia occupazione principale in realtà è correre dietro a due minions anche conosciuti come i miei figli.

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5 Comments


Barbara
17 February 2020 at 9:28 am
Reply

Ciao. Aspettiamo con ansia lo schema!
Domanda: che ne pensi del bambù?
Dovrebbe essere biodegradabile.
Ho visto che ci sono i cotton fioc di bambù.
È dei piatti e posate biodegradabili? (raramente, ma accade, in camper ho poca acqua e potrebbero rendersi utili).
Grazie per la risposta



    Piperpenny
    18 February 2020 at 3:42 pm
    Reply

    Tempo fa avevo comprato anche io dei set di piatti e bicchieri in bambù per i miei figli per sostituire la plastica, poco dopo però mi era capitato di leggere un articolo secondo cui rischiavano di essere tossici. Poi dopo ne ho letto un altro che diceva che solo mettendoci sopra le pietanze (ossia non mangiando i piatti stessi) in realtà non sarebbe potuto succedere nulla… e ora boh, non so che pensare. Io li uso ma evito di servire cibi caldi che non si sa mai (per i cini caldi continuo ad usare piatti normali). Comunque è difficilissimo districarsi.
    I cotton fiocc in bambù dovrebbero essere biodegradabili, quindi ottimo. Io nel tentativo di produrre meno spazzatura e residui in generale, per ora ho preferito quelli riutilizzabili, ma certamente anche quelli biodegradabili sono un’ottima alternativa ai classici!
    Piatti e posate biodegradabili non li ho mai usati perché non mi capita mai di dover usare piatti usa-e-getta, ma direi che per il camper, il campeggio o le feste magari con tanti bambini sono un’ottima alternativa ai piatti di plastica! Però non li ho mai provati, quindi non so se siano validi…

Francesca
17 February 2020 at 2:37 pm
Reply

Ciao, grazie per l’utile post.
Per la pulizia della casa mi trovo bene con i prodotti Green Natural, in particolare lo sgrassatore, molto valido sull’acciaio e che rispetto al detersivo piatti che va diluito mi permette di pulire le superfici cucina (no marmo)usando acqua solo per il risciacquo, le pastiglie per la lavastoviglie e il detersivo per il bucato a mano. Mi incuriosisce il detergente multiuso all’ossigeno attivo, dalla descrizione sembra utile per tutta la casa! Si trovano facilmente sia online, ad esempio su Eccoverde, sia nei negozi fisici (italiani).
Ciao



Piperpenny
18 February 2020 at 3:52 pm
Reply

Grazie mille per la segnalazione!



    Francesca
    26 February 2020 at 1:53 am
    Reply

    Scusa mi correggo…
    Greenatural cura persona su Eccoverde, mentre pulizia casa su Biolindo, entrambi i negozi sono del medesimo gruppo commerciale ciao!

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