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Tanti auguri e un dubbio

17 Marzo 2011


Immagine di Luigi Rosa via Flickr

 Innanzitutto: AUGURI ITALIA!!!  Nonostante in questi ultimi mesi/anni tutto sembri complottare per farci vergognare del nostro Paese, io continuo ad essere orgogliosa di essere italiana e sono sicura che le cose andranno meglio, che torneremo ad essere una democrazia onesta, che recupereremo dei valori sani.
 Se poi continuo a sognare, mi immagino anche che un giorno l’Italia comincerá ad investire nella sua vera forza: la cultura, l’arte, la storia, il patrimonio culturale e artisitco, che è la nostra vera ricchezza e che dovremmo imparare a sfruttare. Invece di operare continui tagli alla cultura, vera mossa suicida. Quando si parla di auto-sabotaggio.
 E poi mi immagino un Paese che investe in energie pulite, nell’istruzione… Corro troppo? Beh, oggi è un giorno speciale, ci è concesso sognare, no? A volte i sogni diventano realtà.

 Un augurio anche a tutti gli iralndesi: oggi è il giorno di San Patrizio (o Paddy’s Day, come viene amichevolmente chiamato) e oltre che in Irlanda, ci sono festeggiamenti anche nelle città con grandi comunità iralndesi, come New York o Chicago, dove le acque del fiume vengono tinte di verde, colore simbolo dell’Irlanda.

 Esauriti i convenevoli, fatemi esternare un dubbio.

 Aprendo i giornali e internet e accendendo la tv, nelle ultime settimane un terribile dubbio si è insinuato nella mia mente facilmente impressionabile… e se i Maya non avessero voluto dire che il mondo finirà improvvisamente nel 2012, bensì che finirà entro il 2012, smantellato pezzo per pezzo da politici idioti, catastrofi naturali, disastri nucleari, guerre civili e un’invasione di escort? (no, tranquilli, non credo davvero a questa cosa della fine del mondo)

 Perchè ad apprendere le notizie che arrivano ogni giorno dal Giappone mi si spezza il cuore e mi viene paura. Sono immagini strazianti. A leggere tutto il resto delle news mi viene invece voglia di trasferirmi, chessò, sulla luna…

 Con la tragedia del Giappone e una catastrofe radioattiva che pende sul capo di tanta gente e che speriamo non accada mai, da giorni ormai è esploso anche il dibattito sul nucleare, un po’ ovunque. Quando si dice la globalizzazione.

 Ora, io sono una grande fan del “ognuno ha il diritto di avere la sua opinione e questa va rispettata”, ma voglio dire la mia e richiamare l’attenzione su un paio di dettagli.

 Il nucleare può essere estremamente pericoloso, ma le centrali in genere sono anche estremamente sicure. È ovvio che la catastrofe naturale o l’errore umano possono sempre avvenire, ma questo vale per qualsiasi campo. Col nucleare non si scherza, bisogna stare estremamente attenti.
 Allora il problema forse è dove costruire le centrali, come costruirle e come gestirle.
 È ovvio che se ne costuisci una nel posto più sismico della terra potresi avere qualche problemino, no? (A qualcuno viene in mente qualche esmpio di cosa potrebbe succedere, se una centrale nucleare fosse costruita in una zona sismica tipo, non so, il Giappone, per dire, o l’Italia?)

 Se una centrale nucleare è costruita in un posto sicuro e viene gestita bene, è sicura. (Quello delle scorie radioattive è un discorso a parte e dovrebbe bastare da solo a farci chiudere tutte le centrali, ma tant’è)
 Prendiamo la Germania: i tedeschi sono rispettosissimi delle regole, sono precisi, sono attenti, rispettano rigorosamente leggi e norme, sono all’avanguardia. Ci si può generalmente fidare a dare in mano il nucleare a loro. Se proprio si deve avere il nucleare. E infatti, appena saputo del Giappone, la Germania ha chiamato a raccolta ingegneri ed esperti, per migliorare la situazione delle centrali e ha chiuso 7 dei reattori più vecchi per precauzione e per far star tranquilli tutti, visto che il panico ha iniziato a serpeggiare. E la Germania non è nemmeno zona sismica.

 E ora parliamo dell’Italia. Parliamo del Paese dei terremoti, del Paese in cui la raccolta differenziata non c’è ancora ovunque (e siamo nel 2011), del popolo che ha fatto del “le regole esistono per essere infrante” una folosofia di vita, del Paese dove gli appalti importanti sono affidati “al cognato di”, “all’amico” di “alla escort di”, senza curarsi se questo possa costituire un pericolo per la popolazione. Del Paese dove in certi posti è tutto in mano alla mafia, con distatri enormi. E finché si tratta di intasare una cittá con la spazzatura, si possono trovare soluzioni. Se esplode una centrale nucleare no. Perché la spazzatura di Napoli la si può mandare qui da noi ad Amburgo per essere smaltita, ma contro la nuvola radioattiva c’è poco da fare.
 Voglio dire, non siamo in grado di svuotare dei cassonetti e vogliamo davvero portare il nucleare in Italia?? Io la vedo come una mossa suicida.

 È vero, il nucleare in Francia c’è e se esplode lì siamo finiti anche noi. Ma siamo onesti: ci sono meno probabilità che esploda lì piuttosto che da noi.
 Non siamo il Paese giusto per il nucleare, è un dato di fatto. Lasciamo perdere.

 E no, non facciamone una questione politica, in modo del tutto italiano.
 Non prendiamocela col governo di questo o quello schieramento. È colpa di tutti i cittadini. Le raccomandazioni, il magna-magna non ci sono solo a livello politico, ci sono anche negli strati più bassi della società. Da noi cercare escamotage per pagare meno tasse possibili e poi lamentarsi che le cose in Italia non funzionano è la norma. Per dire. Questi sono atteggiamenti ormai radicati nella nostra cultura, permeano la società. Non è una questione politica.

 Per l’amor di Dio (e degli Italiani) teniamo il nucleare fuori dall’Italia!

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Piperpenny
Italiana trapiantata nella città libera e anseatica di Amburgo, lavoro nelle relazioni pubbliche nel campo della moda. Viaggio per vocazione, scrivo per divertimento. La mia occupazione principale in realtà è correre dietro a due minions anche conosciuti come i miei figli.

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5 Comments


VerdeMenta
17 March 2011 at 10:28 am
Reply

Concordo su quello che dici, l'Italia non è il paese adatto per il nucleare, sotto qualunque punto di vista. E poi, non c'era stato un referendum? Da quando in qua la volontà popolare va in prescrizione? Inoltre trovo che entrare oggi nel nucleare sia quantomeno anacronistico, secondo me si dovrebbe investire in altre fonti di energia, pulita, rinnovabile, rispettosa dell'ambiente e dell'uomo. Invece qui si tolgono i contributi sul solare, per esempio. Va bene non lasciarsi condurre solo dall'emozione di questo momento drammatico ma quanto sta succedendo in Giappone mi sembra un monito sufficiente…



Live from here
17 March 2011 at 11:18 am
Reply

@VerdeMenta: totalmente d'accordo con te!



valentina
17 March 2011 at 12:42 pm
Reply

Hai scritto un bellissimo post che concordo in pieno.Sono italiana e amo lÍtalia, ma ho deciso di lasciarla perche´´stanca della decadenza che regna nel nostro ormai ex Bel Paese.!!!STRAFERMAMENTE CONTRARIA al nucleare in Italia. Ieri,oggi e domani

ps.non sono sicura ma se non sbaglio a giugno ci sara´un referendum in Italia sul nucleare.



Anonimo
17 March 2011 at 12:49 pm
Reply

D'accordissimo in tutto con te Chiara. Viva il
nostro bellissimo paese con tutta la sua cultura
e bellezze naturali. Abbasso al nucleare (non fa'
per noi!)e auguri a te e a tutti i fratelli e
sorelle d'Italia. Sono molto orgogliosa di essere
italiana, non vorrei essere di nessun'altra nazio-
nalita ma in questo momento sto' soffrendo molto
accanto al popolo giapponese. Maria



yezatel - Newton
17 March 2011 at 1:54 pm
Reply

Con questo post hai centrato in pieno il problema! L'Italia non può avere e gestire il nucleare, in primis per il pericolo sismico, ma soprattutto per quello che dici bene tu. A giugno saremo chiamati ancora a dare la nostra opinione sul nucleare in Italia con un referendum. Di nuovo. I politici in questi giorni ci dicono che il nucleare è sicuro, che in Italia si costuiranno centrali di ultimissima generazione, che non dobbiamo farci trasportare dell'onda emozionale di quel che sta succedendo in Giappone… Purtroppo le cosiddette energie rinnovabili non bastano a sostituire l'energia ricavata dal carbone e dal petrolio, ma sicuramente aiutano ad abbattere l'inquinamento…e allora perchè approvare un decreto che taglia i contributi al fotovoltaico?? Probabilmente ci sono giochi di potere molto grandi dietro a tutto questo…in Italia funziona così… no, sicuramente non abbiamo bisogno di ulteriori problemi dovuti alla gestione del nucleare in Italia!



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